Veglia missionaria, il mandato

Durante la celebrazione della veglia missionaria presieduta ieri sera dal Card. Tettamanzi presso l’Arena civica di Milano, viene consegnato a tutti questo simbolo: l’immagine del Cristo di Javier.

 

‘Il crocifisso fu scoperto nel 1252, nell’opera di restauro e ingrandimento del castello di Javier (Spagna). Nel Cristo di Javier troviamo l’avvenimento pasquale di Cristo morto e risorto, la sua vittoria come primogenito della creazione.

 

Tutta l’attenzione si concentra sull’espressione del volto.

 

L’arco delle sopracciglia è aperto e un poco rialzato: evoca ammirazione, come di chi si sveglia nel riflesso della luce definitiva alla conosolazione del padre.

 

Gli occhi semichiusi, senza tensioni, irradiano una calma infinita, la pace conquistata e regalata di una vittoria avvenuta per sempre.

 

La bocca non ha niente a che vedere con la respirazione del morente: più che agonia è vigilia di una vita nuova. Il Cristo di Javier è benevolo con gli umili: ammirandolo dal basso verso l’alto il volto sorride, mentre se ci si innalza l’immagine diventa severa. E’ il Signore dei poveri e dei disgraziati, dei feriti mille volte dalla vita; al contrario coloro che si innalzano rischiano di non riconoscere il Signore dei Poveri e di non essere ricevuti.’

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